Apuesta valiente de la Conferencia Episcopal Italiana por la libertad de enseñanza:

Tal y como se desprende del Índice de Libertad de Enseñanza 2016 de OIDEL. Italia es uno de los países de la Unión Europea que otorga menos financiación pública a las escuelas no gubernamentales. La libertad de enseñanza es un debate que vibra en el corazón del país de la bota. A nivel político vemos ciertos partidos que hacen bandera de las libertades de los padres sin muchas manías, y la sociedad civil consigue movilizarse cada vez que esta libertad sufre un embate.

En un país donde la libertad de enseñanza goza de escasos o nulos apoyos gubernamentales, más que un derecho es un privilegio. Derecho que pueden disfrutar ya sean aquellas familias que tienen suficientes recursos, o aquellas que hacen malabares financieros para poder enviar a sus hijos a la escuela que desean para sus hijos. En un contexto de coronavirus y de apremiante crisis económica esta libertad reconocida por los organismos internacionales se ha visto gravemente afectada. Varios padres se han visto obligados a retirar a sus hijos de la escuela que consideraban mejor para sus hijos, y varias escuelas a cerrar. Las consecuencias son aún difíciles de cuantificar.

En este contexto desde OIDEL queríamos señalar la valiente apuesta de la Conferencia Episcopal Italiana para asegurar este derecho para las familias más desfavorecidas. En este sentido, la Conferencia Episcopal Italiana ha otorgado hasta veinte mil becas de estudio por valor de 2000 euros cada una para los estudiantes matriculados en escuelas paritarias en el curso 2020/21, como medida de apoyo a las familias de alumnos más en dificultad. Las normas de estas becas son muy claras y sencillas, y la fórmula para pedirla también.[1]

Desde OIDEL llevamos varios años señalando que algo se mueve en Italia. En el campo de la libertad de enseñanza hay ganas de cambio y se la toman enserio. Y esta iniciativa no hace más que corroborarlo.

Ignasi Grau


[1] https://www.chiesacattolica.it/scuole-paritarie-sussidio-straordinario-per-gli-studenti-bisognosi/

Italia: Exenciones fiscales para las familias que escogen la escuela no estatal

Tocafondi, Subsecretario de Educación
Toccafondi, Subsecretario de Educación

Robert Pasolini, que anima el Comitato Politico Scolastico en Italia nos hace llegar estas noticias. El gobierno Renzi estudia otorgar exenciones fiscales a las familias que escogen la escuela no estatal. Una novedad en el panorama europeo.
«La proposta della detrazione fiscale per i genitori che iscrivono i figli alle scuole paritarie, avanzata in questi giorni dal sottosegretario all’Istruzione Gabriele Toccafondi, deve subito entrare nel piano del governo sulla scuola, e possibilmente già nel decreto previsto per il prossimo Cdm». Questa la posizione dell’europarlamentare Ncd-PPE Massimiliano Salini, secondo il quale «questo sarebbe in realtà solo il primo timido passo di un percorso che deve essere molto più coraggioso, e portare l’Italia ad adeguarsi agli standard europei in termini di parità scolastica e libera scelta tra i diversi progetti educativi, vera base per uno stimolo al miglioramento del sistema scolastico. Sono pronto a sostenere questo percorso anche a livello europeo, con tutti gli strumenti a mia disposizione».
«Non esiste nessuna possibilità di avere una ”buona scuola” prescindendo da questo aspetto», prosegue Massimiliano Salini. «Se la ”buona scuola” di Renzi sarà solo un’infornata di assunzioni per i precari, le promesse di cambiare verso al Paese partendo dalla scuola saranno solo parole al vento. L’assenza di una reale parità scolastica in Italia, come anche di una vera autonomia, è segno evidente dell’arretratezza del nostro sistema educativo. Solo Italia e Grecia sono in questa condizione. Questo è il punto nevralgico su cui è veramente ora di cambiare. Non dimentichiamo che migliorare e ampliare la scelta del nostro sistema educativo significherebbe anche aumentare le possibilità di lavoro per i nostri giovani, spesso in difficoltà per mancanza di competenze adeguate. La disoccupazione giovanile è anche frutto di una scuola vecchia e ingessata come la nostra».
«Tutti i migliori studi sul nostro sistema scolastico (e penso soprattutto a quanto fatto dall’Associazione TreeLLLe, in particolare l’ultimo quaderno ”Scuole pubbliche o solo Statali? Per il pluralismo dell’offerta”, che verrà di nuovo presentato nei prossimi giorni a Milano) dimostrano che il tema della parità, che va di pari passo con il tema dell’autonomia, non ha nulla a che fare con la tutela confessionale degli istituti religiosi. Il problema è se vogliamo o no migliorare le performance del nostro sistema scolastico, oltre che tutelare la libertà di scelta in campo educativo. E non si racconti che lo Stato non ha risorse da investire, o che avrebbe ”oneri” aggiuntivi, perché da una vera parità scolastica lo Stato ha solo da guadagnare, anche in termini di risorse. Già oggi risparmia circa 6 miliardi grazie all’esistenza delle scuole paritarie. Su tutto questo» conclude Salini «non c’è nulla da inventarsi: basta solo guardare a quel che accade nel resto d’Europa».